Così andranno persi i contributi fino al 2013La Stampa
3 Luglio 2010
Sempre la stessa storia quella dei fondi europei che il Sud italiano spreca. In realtà non sembra sempre la stessa storia. Dopo un miglioramento la capacità di spesa delle regioni meridionali è tornata a peggiorare. Dopo una fase virtuosa gli enti locali meridionali sono tornati a scegliere progetti o impresentabili o difficili da realizzare. Si ha insomma la sensazione che la vecchia politica clientelare sia di ritorno. Dopo una lunga fase virtuosa, partita con il governo Dini e proseguita fino al Tremonti della legislatura 2001-2006, oggi ci si trova nuovamente in una situazione deprecabile. A metà strada del budget 2007-2013 pare oramai difficile invertire la marcia, cancellando i progetti sbagliati o dirottando i fondi altrove. In realtà ora ferve il dibattito per individuare dove sono stati commessi gli errori. Alcuni economisti vanno anche al di là del problema dei fondi sprecati sui quali ha posto l’attenzione Tremonti. Si tratterebbe solo di una piccola parte del problema. Anche gli investimenti nazionali arrivano in ritardo o inferiori al previsto. Insomma, come sostiene Draghi e molti autorevoli economisti della Banca d’Italia, più che spendere al Sud serve far funzionare lo Stato, l’ordine pubblico e l’istruzione.
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