Dall'Europa
Rigas Raftopoulos - 19/07/2012Prime difficoltà per il nuovo governo greco

Il 17 giugno scorso il partito di Nuova Democrazia guidato da Antonis Samaras ha ottenuto una inaspettata maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento e ha quindi potuto formare, il 9 luglio, un governo di coalizione con il PASOK e la Sinistra Democratica. I contrasto all'interno del nuovo governo sono però emersi subito con le dimissioni rassegnate dal viceministro del Lavoro Nikos Nikolopoulos. La motivazione del gesto è che il suo superiore, il ministro Ioannis Vroutsis, aveva già deciso senza avvertirlo che avrebbe seguito rigorosamente le indicazioni della troika Banca centrale europea-Unione europea-Fondo monetario internazionale in materia di lavoro e previdenza contravvenendo così alle dichiarazioni pre-elettorali del partito conservatore.
Nikolopoulos nella sua lettera ha sottolineato il pericolo per la coesione del partito e del governo stesso insisto nell'appiattimento della linea di governo sulle indicazioni dei creditori internazionali. Tra i ministri del nuovo governo che occupano i dicasteri più importanti c'è il ministro dell’Economia Yannis Stournaras, economista e professore universitario di 56 anni già ministro dello Sviluppo nel precedente esecutivo Papadimos. Stournaras non ha mai fatto mistero pubblicamente del suo incondizionato sostegno al Memorandum della troika e ha recentemente dichiarato al Financial Times che “Il programma dettato dalla troika alla Grecia è fuori dai binari giusti e che il governo non ha intenzione di chiedere nulla ai suoi creditori finché il programma non sarà tornato in carreggiata”.
Tuttavia nel programma elettorale del suo partito era prevista la rinegoziazione delle richieste della troika che sembrerebbe, nelle parole di Stournaras, essersi trasformata in una semplice dilazione dei termini. È infatti lo stesso Stournaras a dichiarare che la Grecia chiederà una dilazione di due anni per l'applicazione del programma di austerità ma soltanto quando Atene lo avrà riportato sui “giusti binari”, peraltro dopo che la troika stessa ha lamentato un forte ritardo sui tempi previsti per la sua applicazione. Nella prima riunione dei tre leader dei partiti di governo, Samaras, Venizelos e Kouvelis, è stato quindi deciso che la richiesta di dilazione dei termini verrà avanzata in sede europea in autunno dallo stesso premier Samaras.
Altro dicastero importante per i tagli che ha già subito e dovrà subire nelle intenzioni del governo è quello della Sanità alla cui guida è stato posto il politologo di 55 anni Andreas Likourezos, parlamentare dell’Arcadia e già ministro dell’Istruzione nel governo di destra del 2007-2009. È proprio dal suo ministero che recentemente numerosi enti statali sono stati unificati nell’EOPYY, Ente nazionale che concede i servizi sanitari, indebitato di quattro miliardi e che rischia così di far crollare anche gli ospedali del Sistema sanitario nazionale ESY.
L’opinione pubblica è in attesa delle prime misure concrete del governo ma passata la tensione e la paura che i principali mass media hanno diffuso nei confronti di una paventata catastrofe in caso di vittoria del SYRIZA i greci sembrano ritenere che nei prossimi due mesi estivi verrà attuata una massiccia campagna di dismissioni del patrimonio pubblico che molti vedono come una svendita e una sostanziale smentita dell’impegno preelettorale di Nuova Democrazia di chiedere ai creditori una ridefinizione dei termini del Memorandum come anche la lettera del premier Samaras inviata ai capi di governo europei prima del recente vertice di Bruxelles fa intendere.
Un’anticipazione delle pesanti misure contro i lavoratori si è avuta di recente con il taglio sulle pensioni di 11 miliardi di euro sui 15,3 totali depositati presso la Banca di Grecia prima della manovra che consiste in 7,2 miliardi di veri e propri tagli e 3,8 miliardi di titoli di Stato ellenici – con scadenza naturale compresa tra il 2023 e il 2042 e che se incassati oggi avrebbero circa il 20-25% del loro valore nominale – a coprire la parte restante. I pensionati, in altre parole, verranno pagati con titoli di Stato a lungo termine che attualmente hanno un valore molto basso.
A peggiorare la situazione arrivano gli ultimi dati che confermano la nefasta tendenza all'aumento della disoccupazione: i disoccupati sono aumentati di 307.775 unità nel mese di aprile rispetto allo stesso mese del 2011 (+38.4%) e di 12.827 unità rispetto al marzo 2012 (+2.5%). Alcuni osservatori ritengono che se le misure di austerità saranno imposte come richiede la troika non sarà più evitabile una vera e propria tragedia sociale le cui dimensioni non sono state ancora realizzate dai cittadini, i quali reagirebbero in maniera molto probabilmente esasperata e massiccia.
Forse le Erinni non sono ancora in vista per i greci ma certo è che Eschilo non avrebbe potuto immaginare una situazione tanto inquietante per gli abitanti di questa terra. La ricomposizione delle tensioni e la conquista di fiducia e serenità sembrano molto lontane, proprio come nel primo atto dell'Orestea del tragediografo di Eleusi.
Rigas Raftopoulos
Nikolopoulos nella sua lettera ha sottolineato il pericolo per la coesione del partito e del governo stesso insisto nell'appiattimento della linea di governo sulle indicazioni dei creditori internazionali. Tra i ministri del nuovo governo che occupano i dicasteri più importanti c'è il ministro dell’Economia Yannis Stournaras, economista e professore universitario di 56 anni già ministro dello Sviluppo nel precedente esecutivo Papadimos. Stournaras non ha mai fatto mistero pubblicamente del suo incondizionato sostegno al Memorandum della troika e ha recentemente dichiarato al Financial Times che “Il programma dettato dalla troika alla Grecia è fuori dai binari giusti e che il governo non ha intenzione di chiedere nulla ai suoi creditori finché il programma non sarà tornato in carreggiata”.
Tuttavia nel programma elettorale del suo partito era prevista la rinegoziazione delle richieste della troika che sembrerebbe, nelle parole di Stournaras, essersi trasformata in una semplice dilazione dei termini. È infatti lo stesso Stournaras a dichiarare che la Grecia chiederà una dilazione di due anni per l'applicazione del programma di austerità ma soltanto quando Atene lo avrà riportato sui “giusti binari”, peraltro dopo che la troika stessa ha lamentato un forte ritardo sui tempi previsti per la sua applicazione. Nella prima riunione dei tre leader dei partiti di governo, Samaras, Venizelos e Kouvelis, è stato quindi deciso che la richiesta di dilazione dei termini verrà avanzata in sede europea in autunno dallo stesso premier Samaras.
Altro dicastero importante per i tagli che ha già subito e dovrà subire nelle intenzioni del governo è quello della Sanità alla cui guida è stato posto il politologo di 55 anni Andreas Likourezos, parlamentare dell’Arcadia e già ministro dell’Istruzione nel governo di destra del 2007-2009. È proprio dal suo ministero che recentemente numerosi enti statali sono stati unificati nell’EOPYY, Ente nazionale che concede i servizi sanitari, indebitato di quattro miliardi e che rischia così di far crollare anche gli ospedali del Sistema sanitario nazionale ESY.
L’opinione pubblica è in attesa delle prime misure concrete del governo ma passata la tensione e la paura che i principali mass media hanno diffuso nei confronti di una paventata catastrofe in caso di vittoria del SYRIZA i greci sembrano ritenere che nei prossimi due mesi estivi verrà attuata una massiccia campagna di dismissioni del patrimonio pubblico che molti vedono come una svendita e una sostanziale smentita dell’impegno preelettorale di Nuova Democrazia di chiedere ai creditori una ridefinizione dei termini del Memorandum come anche la lettera del premier Samaras inviata ai capi di governo europei prima del recente vertice di Bruxelles fa intendere.
Un’anticipazione delle pesanti misure contro i lavoratori si è avuta di recente con il taglio sulle pensioni di 11 miliardi di euro sui 15,3 totali depositati presso la Banca di Grecia prima della manovra che consiste in 7,2 miliardi di veri e propri tagli e 3,8 miliardi di titoli di Stato ellenici – con scadenza naturale compresa tra il 2023 e il 2042 e che se incassati oggi avrebbero circa il 20-25% del loro valore nominale – a coprire la parte restante. I pensionati, in altre parole, verranno pagati con titoli di Stato a lungo termine che attualmente hanno un valore molto basso.
A peggiorare la situazione arrivano gli ultimi dati che confermano la nefasta tendenza all'aumento della disoccupazione: i disoccupati sono aumentati di 307.775 unità nel mese di aprile rispetto allo stesso mese del 2011 (+38.4%) e di 12.827 unità rispetto al marzo 2012 (+2.5%). Alcuni osservatori ritengono che se le misure di austerità saranno imposte come richiede la troika non sarà più evitabile una vera e propria tragedia sociale le cui dimensioni non sono state ancora realizzate dai cittadini, i quali reagirebbero in maniera molto probabilmente esasperata e massiccia.
Forse le Erinni non sono ancora in vista per i greci ma certo è che Eschilo non avrebbe potuto immaginare una situazione tanto inquietante per gli abitanti di questa terra. La ricomposizione delle tensioni e la conquista di fiducia e serenità sembrano molto lontane, proprio come nel primo atto dell'Orestea del tragediografo di Eleusi.
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