Analisi
Polonia Maggio-Giugno 2010
di Serena GiustiPolonia Maggio-Giugno 2010
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LA RUSSIA AL CENTRO DELLA STAMPA POLACCA
1. Dopo Smolensk
La Russia continua a catturare l'interesse della stampa polacca. Il riavvicinamento fra Polonia e Russia con la toccante cerimonia in cui i primi ministri Tusk e Putin hanno ricordato i settant'anni dal massacro di Katyn, dove nella primavera del 1940 decine di migliaia di ufficiali polacchi prigionieri di guerra furono segretamente massacrati dalla polizia segreta (Nkvd) di Stalin - crimine negato dai sovietici fino alla coraggiosa ammissione di Gorbaciov nell'aprile 1990 - è stato consolidato dopo l'incidente aereo di Smolensk, in cui, mentre si recavano a Katyn, persero la vita il presidente polacco Lech Kaczyński e sua moglie Maria ed altre 94 persone, alti esponenti dell'apparato statale e militare. La Russia ha offerto la propria collaborazione per la conduzione delle indagini sulla catastrofe aerea mentre i cittadini russi hanno mostrato una inaspettata empatia per i vicini polacchi colpiti da un lutto tanto grave. La glasnost russa sull'eccidio di Katyn è proseguita con la pubblicazione (28 aprile) da parte dell'archivio federale russo, Rosarkhiv, sul proprio sito internet (1) della scannerizzazione di sette documenti che confermano la responsabilità dei sovietici per il massacro dei 22 mila ufficiali polacchi a Katyn. La decisione di rendere pubblici i documenti, declassificati all'inizio degli anni novanta, ma sinora visionabili soltanto dagli storici, è stata presa dal presidente Medvedev (2). In questo modo il presidente ha voluto esprimere in maniera tangibile la propria solidarietà a Varsavia e ai polacchi. Finora però nessuno dei colpevoli è mai stato identificato né è stato avviato un processo investigativo in Russia nonostante le richieste portate avanti da alcune delle famiglie delle vittime. La notizia della pubblicazione dei documenti è stata accolta in Polonia in maniera contrastante. Il primo ministro Tusk ha evidenziato come la tragedia di Smolensk funga ormai da catalizzatore per una nuova fase di cooperazione tra Mosca e Varsavia. Paweł Zalewski, membro del parlamento europeo e appartenente al partito di governo "piattaforma civica", e Sławomir Dębski dell'istituto polacco per le relazioni internazionali hanno invece affermato che la divulgazione di fatti già noti agli storici di entrambi i paesi non apporta alcun elemento di novità alla verità né può essere un elemento determinante per una intesa con Mosca. Il deputato della sinistra Tadeusz Iwiński ha invece collocato la decisione russa in quel "tardivo ma inevitabile processo di riconciliazione russo-polacca" (3). L'arrivo, dopo due anni di trattative e preparativi, della batteria dei missili americani patriot in Polonia potrebbe guastare di nuovo i rapporti polacco-russi. La base americana per la difesa antiaerea funzionerà a Morag (a circa 70 km dall'enclave russa di Kaliningrad) soltanto in caso di necessità, in ogni momento potrà essere infatti accorpata alla base principale di Ramstein, in Germania. Per il momento i missili non saranno armati e serviranno esclusivamente per esercitazioni ed il compito delle truppe americane infatti sarà quello di addestrare i militari polacchi. La Russia tuttavia ha ribadito le proprie perplessità riguardo al dispiegamento dei missili affermando che una tale decisione non contribuisce a rafforzare la sicurezza dei due paesi né a rafforzare la loro reciproca fiducia. I missili saranno sprovvisti di testate e allora si chiedono a ragion veduta i russi perché la loro presenza sul territorio polacco? Varie sono le spiegazioni. Questi missili dovrebbero compensare la mancata costruzione di uno scudo antimissile promesso da George W. Bush a Polonia e Repubblica ceca e osteggiato dal suo successore Barack Obama. E' probabile anche che gli americani volessero compiere un gesto di riconoscenza ai contingenti polacchi impegnati in Iraq e Afganistan (4).
2. Nelle relazioni con l'Unione europea
Malgrado una diversità di percezioni nell'arco politico polacco sulla condotta russa, i segni di distensione proseguono. Durante l'incontro informale (4 maggio) dei ministri degli esteri dei paesi partecipanti al partenariato orientale (Po) della Ue (Ucraina, Moldova, Belarus, Georgia, Armenia, e Azerbaigian) nella cittadina polacca di Sopot sul mar baltico il ministro Radoslaw Sikorski ha invitato la Russia a partecipare al "gruppo di amici" del Po, una politica che Mosca ha fin dalla sua nascita considerato ostile in quanto volta a strutturare una influenza europea nello spazio post-sovietico. Del "gruppo di amici menzionato" da Sikorski potrebbero entrare a far parte anche altri paesi fra cui la Norvegia, il Canada, gli Stati Uniti e il Giappone. La Polonia ha dovuto mediare con la posizione ostracista della Georgia che si è detta scettica riguardo alla volontà russa di ‘essere amica' con i paesi del Po e di cooperare con Bruxelles (5). Se di un miglioramento delle relazioni fra Varsavia e Mosca potranno beneficiare anche le relazioni fra la Russia e la Ue è altrettanto vero che maggiori aperture da parte di Bruxelles potrebbero costituire un terreno fertile per rafforzare la nuova Ostpolitik polacca. Ed invece il 25° vertice Russia-Ue (1 giugno) tenutosi a Rostov-sul-Don, città portuale a mille chilometri circa a sud di Mosca, si è concluso soltanto con una dichiarazione non vincolante sul partenariato per la modernizzazione, lasciando la scottante questione della semplificazione del regime dei visti irrisolta (6). Il partenariato per la modernizzazione è un'agenda comune che dovrebbe contribuire a stimolare le riforme in campo economico e sociale. Tra i settori prioritari figurano, ad esempio, l'armonizzazione delle norme tecniche, la promozione di un'economia sostenibile a basse emissioni di carbonio, e il dialogo con la società civile. E' stato inoltre raggiunto un accordo tra Mosca e Bruxelles sulla protezione delle informazioni segrete tra il vice capo dei servizi segreti russi (FSB) Sergei Smirnov e l'alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza Ue Catherine Ashton. Per quanto riguarda l'obiettivo a lungo termine dell'esenzione dal visto, entrambe le parti confermano l'impegno a compiere progressi concreti basati su un approccio graduale anche se il presidente russo Dmitri Medvedev ha annunciato alla conferenza stampa finale che la Russia ha già consegnato a Bruxelles una bozza di accordo in materia. Secondo il Cremlino i visti hanno un effetto distruttivo in tutti i campi di cooperazione tra Russia e Ue. La proposta di abolire i visti fu avanzata per la prima volta nel 2002 dall'allora presidente russo Vladimir Putin. Dopo anni di negoziati la Russia e l'unione nel 2006 firmarono un accordo per semplificare l'ottenimento dei visti per i russi. Mosca continua a puntare all'abolizione di questo regime che a Rostov-sul-Don ha incontrato l'opposizione europea. C'è la Germania che in primis non ha voluto fissare per il momento nessuna data certa per l'abolizione dei visti, mentre la Polonia ha sostenuto che l'unione non debba favorire la Russia e che prima sarebbe necessario abolire i visti ai paesi del Po. La Polonia ha recepito così le lamentele giunte da parte dei paesi del Po che non accettano che alla Russia, prima che a loro stessi, sia riconosciuto un tale beneficio. La liberalizzazione dei visti costituisce il reward più appetibile che la Ue possa offrire ai partner del Po ma per ora si è giunti ad un accordo solo per la semplificazione (7). La Russia ha anche espresso la disponibilità a sostenere l'euro dal momento che è in euro circa il 40% delle e riserve del paese (le terze al mondo con 450 miliardi di dollari). Gli europei hanno dunque chiesto a Mosca di non effettuare interventi che indeboliscano la fiducia nella moneta unica. Il tema dell'euro è particolarmente caro ai polacchi che dopo la crisi greca si mostrano sempre più restii ad una sua celere adozione, preoccupati anche della mancanza di solidarietà all'interno della Ue (8).
3. Nei programmi elettorali
La Russia è stata anche al centro dei programmi dei due principali candidati alla presidenza della repubblica: il candidato del partito di governo "piattaforma civica" (po) Bronislaw Komorowski e Jarosław Kaczyński del partito "legge e giustizia" (pis) e gemello del defunto presidente Lech. Komorowski ha sostenuto l'orientamento dello schieramento di cui è espressione e del governo a favore di un ammorbidimento della politica estera polacca verso la Russia. Il cambiamento più sorprendente però è quello mostrato da Kaczyński nelle settimane immediatamente precedenti il primo turno. Si tratta dello stesso Kaczyński che come primo ministro (2005-2007) si oppose alla conclusione di un nuovo accordo di partenariato e cooperazione fra la Ue e la Russia, chiedendo che la Russia rimuovesse il veto imposto ormai da più di due anni alle esportazioni di carne polacca, e che pretendeva che la Ue imponesse a sua volta sanzioni alla Russia affinché il veto fosse rimosso. Oltre che sulla questione di Katyn, le tensioni fra Mosca e Varsavia avevano anche riguardato la possibile apertura di una sezione del museo ospitato nel campo di sterminio di Auschwitz dedicata ai russi morti durante il nazismo. La disputa fra Mosca e Varsavia era sulla nazionalità delle vittime russe. Secondo gli storici russi infatti quasi la metà dei sei milioni di ebrei sterminati durante la shoah sarebbero stati cittadini dell'Unione sovietica. Ma il museo di Auschwitz sostiene invece che almeno un milione di questi ebrei fossero invece cittadini della Polonia, della Romania e di altri paesi dell'Europa orientale e che sarebbero divenuti "sovietici" solo in seguito all'accordo del 1939 fra Hitler e Stalin. La stampa russa accusava i polacchi di voler "riscrivere la storia". I gemelli Kaczyński avrebbero voluto addirittura rifondare lo stato con l'inaugurazione di una "IV Repubblica" che ponesse una chiara cesura con l'eredità comunista anche attraverso misure controverse come la lùstrazia. Nella campagna elettorale per le presidenziali, Jarosław Kaczyński ha optato invece per un approccio meno aggressivo e più moderato, bilanciato, contraddistinto da una maggiore tolleranza verso i due vicini importanti della Polonia -la Russia e la Germania. Ringraziando la Russia per la sua solidarietà con la tragedia di Smolensk, Kaczyński ha rimarcato la necessità di migliorare i rapporti bilaterali con Mosca. Durante, invece, un raduno (6 giugno) sul ponte di Słubice - che collega la Polonia con la Germania - Kaczyński ha affermato che il suo programma per la Polonia si ispira a quello della democrazia cristiana tedesca del secondo dopoguerra. Abbandonando la vecchia retorica anti-tedesca, egli ha sottolineato che la Germania è il principale partner economico della Polonia e di conseguenza il successo dell'economia polacca dipende molto anche dalla cooperazione tra i due paesi e da una intensificazione delle loro relazioni sia economiche che politiche. Kaczyński ha esortato a prendere a modello i cardini del wirtschaftswunder tedesco ("miracolo economico") che produsse una prolungata crescita economica iniziata negli anni cinquanta (9).
(1) http://www.rusarchives.ru/ (2) Prezydent Miedwiediew zapowiada, że Polska dostanie nieznane jeszcze dokumenty o Katyniu, Więcej , Gazeta Wyborcza, 28-04-2010
(3) Russia declassifies documents related to Katyń massacre, EurActiv, 30-04-2010 http://www.euractiv.com/en/foreign-affairs/russia-declassifies-documents-related-katyn-massacre-news-491978
(4) W. Smoczyński, Patrioci na Patriotach, Polityka, 25-05-2010
(5) Georgia skeptical Russia can be 'friend' of Eastern Partnership, Euobserver, 25-05-2010, http://euobserver.com/9/30131
(6) J. Prus, Rosja - UE: Partnerstwo dla Modernizacji, ale wciąż z wizami, Rzeczpospolita, 02-06-2010
(7) W. Radziwinowicz, Szczyt Rosja - UE przyniósł niewiele, Gazeta Wyborcza, 02-06-2010
(8) W. M. Orłowski, Kłopoty w strefie euro. Euro już nie błyszczy, Polityka, 09-06-2010
(9) D. Barański, Kaczyński: zbudujemy chadecję jak Konrad Adenauer, Gazeta Wyborcza, 07-06-2010
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