Analisi
Russia Maggio-Giugno 2010

 
di Francesco Benvenuti
Versione in PDF (39 KB)

UN PO’ MENO OUTSIDER, UN PO’ PIU’ AD OVEST

1. Rapporti elusivi tra Russia e UE
I lavori del Consiglio Russia/UE, riunito a Rostov-na-Donu il 31 maggio-1 giugno, sono stati giudicati  in modo diverso sulla stampa. Sostanzialmente negativa l'opinione degli analisti dell'ufficiosa Rossiiskaya gazeta e dell'europeista Nezavisimaya gazeta: nessun progresso sulla via del rinnovo dell'Accordo fondamentale bilaterale (PCA), scaduto due anni or sono; il rifiuto europeo di abolire presto i visti reciproci tra la Russia e i 27  (che ha profondamente deluso l' establishment e l'opinione russa) (1); l'ostinatezza europea nel richiedere che, anche nel nuovo programma di collaborazione  bilaterale per la "modernizzazione" della Russia, compaiano precisi impegni per la democratizzazione e la riforma giudiziaria  in questo paese (un tema sollevato anche dal presidente dell'europarlamento, Buzek, nel suo incontro con  Medvedev, il 23 giugno a Mosca) (2).  Il tedesco A.Rahr teme anche che, con un vero e proprio presidente europeo presente alle riunioni semestrali del Consiglio, fortemente vincolato al mandato di tutti i paesi membri,  questa nuova figura si riduca a quella di  semplice passacarte tra Brussels e Mosca, senza autonomia negoziale. (3) Un esperto russo, invece,  giudica positiva l'esistenza di un presidente europeo permanente,  istituzionalmente pari a Medvedev,  e si compiace dell'articolazione delle relazioni russo-europee profilatosi a Rostov: quelle economiche bilaterali tra ciascuno dei 27 e Mosca; quelle economiche di settore, al livello della Commissione europea; e infine, quelle dirette tra i due Presidenti.(4) Chi si contenta, gode, evidentemente .... . In tali circostanze, è del tutto verosimile che, come informa soddisfatto  il  principale giornale di opposizione, la relazione di Ashton  al parlamento europeo sul summit di Rostov sia stata ascoltata nel disinteresse e nella noia, come avviene ormai da anni. (5) Se si passa, poi, all'Assemblea parlamentare del  Consiglio d'Europa, il rapporto eurorusso nel bimestre trascorso diviene addirittura soporifero. La  Russia è qui  ridotta a rallegrarsi che, a capo del comitato di monitoraggio sul Caucaso, il decaduto M.Yorshi, non sia stata designata l'apertamente anti-russa M.A.Yansen. (6)  Il rapporto russo-europeo sembra, in realtà, essere stato surrogato da quello russo-tedesco. Nell'importante incontro di Berlino tra Medvedev e Merkel, il 4-5 giugno, la seconda ha cortesemente informato l'ospite che, sulla questione dei visti, anche il suo paese intende procedere con i piedi di piombo: ma ella si è offerta di intercedere presso Brussels per la costituzione di un Comitato euro-russo  per la sicurezza e la risoluzione concertata dei conflitti internazionali, che  sembra andare verso  il nuovo sistema per la sicurezza europea  ventilato, per la prima volta,  un  anno fa da Medvedev proprio alla Cancelliera. Quest'ultima ha, inoltre,  proposto il "conflitto congelato" tra Transdnistria e Moldova (nel quale la Russia tenta da anni inutilmente di mediare) come primo banco di prova del nuovo organismo. Per parte sua, Medvedev ha dichiarato (per la prima volta in termini del tutto espliciti e inconsuetamente "europeisti", da parte russa) che il suo paese è fortemente interessato alla tenuta dell'euro e di appoggiare il pacchetto di misure finanziarie sostenuto dalla sua ospite. (7) Come è noto, l'appoggio alla linea finanziaria tedesca è stato rinnovato da Medvedev anche in occasione dei recenti vertici economici canadesi. In un'intervista concessa al WSJ alla vigilia della sua partenza per il Nord America, il Presidente ha aggiunto che la Russia è interessata anche alla "stabilità" dell'Europa e a che il consorzio europeo non faccia passi politici indietro rispetto alla sua attuale composizione e grado di unità. (8) Al fine di sostanziare  i rapporti politici eurorussi ha interposto i suoi buoni uffici (cosa assai significativa) anche la ... Polonia. L' "allontanamento" di questo paese dal suo "tradizionale orientamento atlantista", (9) si è verificato dopo le celebrazioni russo-polacche del massacro di Katyn (7 aprile) e la manifestazione di uno spontaneo cordoglio popolare in Russia dopo il luttuoso incidente aereo di Smolensk, tre giorni più tardi. (10) E' così avvenuto che   il 24 maggio, alla riunione parigina del cosiddetto "Triangolo di Weimar" (Francia, Germania, Polonia: si riunisce da 15 anni),  il  ministro degli esteri polacco, Sikorskii,  ha invitato anche il ministro Lavrov; e che il giorno dopo, in occasione di una riunione dei ministri degli Esteri della UE, in Polonia, lo stesso Sikorskii ha, ancora una volta,  invitato la Russia a partecipare al programma europeo Partnership orientale : che la Russia ha lasciato, tuttavia, cadere,   forse perché sospettosa del dinamismo europeo verso alcuni paesi post-sovietici.(11) E in effetti, difficilmente la Russia potrebbe non essere preoccupata dalla litigiosità nei propri confronti, dimostrata negli ultimi tempi dal presidente bielorusso Lukashenko, tra i destinatari di Partnership orientale (una breve "guerra del gas" tra i due paesi è appena terminata). (12) Probabilmente,  Mosca attende anche di vedere come l'Occidente si muoverà verso Bulgaria, Romania (membri della NATO) e Moldova, che hanno appena cominciato a dimostrarle un'ostilità, probabilmente, senza precedenti da molti anni. (13) Tuttavia, un segno verbale di apertura da parte russa è stato comunque dato.  Ai primi di maggio il responsabile della Duma per la politica internazionale, Kozachev, ha fatto autocritica per avere il suo paese snobbato i "nuovi" europei (come i paesi dell'ex Europa orientale), preferendo  il dialogo con i "vecchi". (14)

2. Medvedev: una Russia finalmente integrazionista ?
La pubblicazione di alcuni passaggi del documento che espone la nuova Dottrina di politica estera russa ha fatto parlare di una nuova disponibilità di questo paese a inserirsi organicamente nell'Occidente. In realtà, negli anni '90 sarebbe stato piuttosto l'Occidente a riluttare alla sua integrazione ed ora, come ha spiegato anche il ministro Lavrov, si starebbe semplicemente assistendo al tentativo russo di vedere riconosciuto da ogni altro paese (in particolare dagli Stati Uniti, il cui rating presso l'opinione russa è, dopo la firma dello START 3, ad un'altezza senza precedenti) (15) il suo diritto a  perseguire il proprio legittimo interesse nazionale. (16) In tal modo, l'opinione russa è stata avvertita e, al tempo stesso, rassicurata dalla stampa  essenzialmente sul significato di un singolo evento: il voto russo al CS ONU in favore di  nuove sanzioni contro l'Iran, il 9 giugno, che rompe con una lunga tradizione di riluttanza della Russia a solidarizzare con l'Occidente  contro gli Stati più o meno "canaglia", sulla scia del vecchio anti-imperialismo sovietico. La Russia (e la Cina) hanno anche fatto sì che fosse rifiutato all'Iran l'ingresso, che questo paese richiede da tempo, nell'importante Organizzazione per la cooperazione di Shangai (Russia e Cina, più Kazakhstan, Kyrgyzstan e Tadzhikistan), con la motivazione che non possono fare parte di quest'organizzazione  paesi colpiti da sanzioni internazionali.(17) Tuttavia, sembra ancora prematuro speculare sulla reale portata della svolta occidentalista della Russia. In primo luogo lo stesso Medvedev, nella sua intervista al WSJ, ha dichiarato che le blande sanzioni adottate al CS sono la forma di punizione massima cui il suo paese può consentire, dal momento che sarebbe ingiusto colpire l'intera popolazione iraniana. (18) Inoltre la questione se, dopo il voto al CS, la Russia  avrebbe, o meno onorato il contratto che da tempo la impegna a fornire all'Iran il sistema d'arma S-300 (razzi antiaerei), secondo una possibile interpretazione della risoluzione ONU che lo includerebbe nel pacchetto delle sanzioni, è rimasta  aperta  per qualche alcune, lunghe ore. Lo stesso 9 giugno, Kozachev dichiarava che il voto russo alle sanzioni non avrebbe compresso l'adempimento del contratto, anche se egli era subito contraddetto da un non meglio precisato "alto responsabile per la Cooperazione tecnico-militare" dell'amministrazione russa. (19) Il giorno dopo l'intrigo si infittiva: non solo un altro "rappresentante della Cooperazione tecnico-militare" russa dichiarava che i razzi sarebbero stati forniti comunque all'Iran ma lo stesso ministero degli Esteri russo lasciava capire che ciò è quanto sarebbe avvenuto. (20) Infine, a tagliare la testa al toro è dovuto intervenire Putin in persona che, in visita a Parigi, ha detto che il sistema d'arma russo S-300 non sarebbe stato consegnato all'Iran. L'intempestivo Kozachev ha rapidamente smentito  se stesso e si è adeguato obtorto collo alla dichiarazione del premier, borbottando che l'attuazione del contratto avrebbe posto la Russia "in urto con i suoi partner attuali" ... . (21) Alla fine del bimestre trascorso, resta ancor più oscuro un altro problema della collocazione internazionale russa attuale. Nel recente incontro di Medvedev  e Obama, a Washington, il primo è riuscito a persuadere il secondo a indicare un termine preciso per le trattative intese a portare la Russia nel WTO, in corso da 17 anni. (22) Si tratta di un evento importante: alla fine dello scorso aprile, una dichiarazione di uno dei vice-premier russi, Shuvalov, aveva segnalato una brusca impennata dell'interesse russo per l'adesione all'Organizzazione. La Russia era pronta a entrare in essa anche individualmente: senza, cioè, richiedere la simultanea accoglienza di Belarus e Kazakhstan, paesi con i quali essa da lungo tempo intrattiene trattative per la formazione di un'Unione doganale a tre (23) (che l'Occidente continua a sospettare di intenti protezionisti). La dichiarazione di Shuvalov contraddiceva alcune clamorose prese di posizione passate di V.Putin secondo cui la Russia era indifferente, o persino riluttante a raggiungere l'Organizzazione; e veniva sostanzialmente confermata dall'opinione espressa da Medvedev nella sua intervista del 10 giugno al WSJ, che essa  era stanca di essere "presa per il naso", con ogni genere di pretesti, per non essere accolta nell'Organizzazione e il suo ingresso nel WTO sarebbe stato un bene non solo per essa, ma per il mercato mondiale. (24) Ora, il 5 luglio la Russia ha finito con il firmare assieme a Belarus e Kazhstan  il progetto di Unione doganale: e ancora non si capisce se questo evento influirà, o meno, sulla decisione del WTO di ammetterla, o meno al proprio interno. (25)

(1) A.Terekhov, Svobodnoe dvizhenie k modrnizatsii, Nezavisimaya gazeta, 13-5-2010.
(2) A.Lipskii, E.Buzek: Razvitie strany pri korruptsii prosto nevozmozhno, Novaya gazeta, 23-6-2010. (3) V.Dimarskii, V otsutstvie dona na Donu, Rossiiskaya gazeta,  3-6-2010; A. Terekhov, Sammit s evropeiskimi pochtalonami, Nezavisimaya gazeta, 3-6-2010.
(4) T.Bordachev, Rossiya i Evrosoyuz: chto-to dvizhetsiya ?, Ivi, 21-6-2010.
(5) A.Mineev, Evrodeputaty ustali ot Rossii, Novaya gazeta, 18-6-2010.
(6) V.Solovev, Rossiya peresdast sessyu PACE, Kommersant, 26-6-2010. (7) I.Granik, Dmitrii Medvedev voshel v kurs evro, Ivi, 7-6-2010; K.Latukhina, Evro-remont,  Rossiiskaya gazeta, 7-6-2010..
(8) Intervyu Dmitriya Medvedeva Wall Street Journal, Ivi, 10-6-2010.
(9) E.Shestakov, Treugolnik stal kvadratom, Ivi, 24-6-2010.
(10) A.Rokossovskaya, S lyubovyu k Rossii, Ivi, 20-6-2010.
(11) O.Berezintseva, Rossiyu predlozhili stat drugom "Vostochnogo partnerstva", Kommersanr, 25-5-2010.
(12) I.Khalip, Lukashenko delaet iz mukhi kotlety, Novaya Gazeta, 25-6-2010.
(13) A.Fenenko, Balkanskie alternativy, Nezavisimaya gazeta, 17-6-2010; S.Gamova, Bukharest vnes Moskvu v chernyi spisok, Ivi, 25-6-2010.
(14) K.Kozachev, Kak pobedit "prezumptsiyu vrazhdebnosti", Rossiiskaya gazeta, 7-5-2010
(15) S.Rogov, "Okno vozmozhnostei" otkryto, Nezavisimaya gazeta,  24-5-2010.
(16) V. Petrov, Sinkhronno, Rossiiskaya gazeta, 14-5-2010; E.Lozanskii, Pragmatizm v politike - velenie vremeni, Nezavisimaya gazeta, 25-5-2010; E Shestakov, Vse chetirie kolesa, Rossiiskaya gazeta, 28-5-2010.
(17) V.Panfilova, ShOS postavyl barer dlya Akhmadinezhad, Nezavisimaya gazeta, 11-6-2010.
(18) Intervyu, cit..
(19) Rossiya ne namerena svorachivat postavki Iranu S-300, Kommersant-Online, 10-6-2010.
(20) K.Belyaninov, S.Strokan, Polumery prinyaty, Kommersant, 11-6-2010.
(21) Vladimir Putin potverdil zamorazhivanie postavok Iranu S-300, Ivi, 11-6-2010.
(22) Dmitrii Medvedev i Barak Obama dogovarlis o srokakh vstupleniya Rossii v VTO, Kommersant-Online, 25-6-2010.
(23) E.Viktorovna,  Na  vizu v Zhenevu, Rossiiskaya gazeta, 11-5-2010.
(24) Intervyu, cit..
(25) Tamozhennyi kodeks Rossii, Belorussi i Kazakhstana vstupil v silu, Kommersant-Online, 5-7-2010.